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Servitù Militari: Intesa Ministero della Difesa e Regione Sardegna

INTESA
MINISTERO DELLA DIFESA ? REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA

In esito alle riunioni del Gruppo di Lavoro congiunto Difesa ? Regione Sardegna, costituito dal Ministro della Difesa, On. Parisi, d?intesa con il Presidente della Regione Sardegna, On. Renato Soru, ed, in particolare, a quanto emerso durante la riunione del 6 marzo 2007, si riepilogano di seguito gli obiettivi conseguiti:

a. Immobili già dismessi
In allegato A sono indicati gli immobili che la Regione considera ancora in uso al Ministero della Difesa ma dei quali la Difesa non ha più l titolarità in quanto già dismessi, trasferiti ad altra Amministrazione ovvero restituiti ai proprietari originari.

b. Immobili immediatamente dismissibili
In allegato B sono indicati gli immobili in uso all? Amministrazione militare per i quali, essendo venute meno le esigenze istituzionali, possono essere avviate da subito le procedure per la loro restituzione all?Amministrazione finanziaria.
In proposito, sarà predisposto un documento che si sottoporrà alla sottoscrizione Congiunta Difesa- Agenzia del Demanio ? Regione Sardegna con il quale si concorda il trasferimento dei beni in parola dall? Amministrazione militare all?Amministrazione finanziaria e, contestualmente a quella regionale, ai sensi dell?art.4 dello statuto speciale della Regione Sardegna. Per la dismissione dell?Arsenale di La Maddalena occorrerà, preventivamente, porre in essere le necessarie tutele per il personale civile ivi attualmente impiegato.
Per gli immobili che necessitano di bonifica strutturale e/o ambientale, dovraino essere preliminarmente individuati gli strumenti giuridici che consentano alla Regione di farsi carico di tale attività, anche eventualmente facendo ricorso, secondo le disposizioni attuative che verranno adottate, alle dotazioni dell?apposito fondo istituito dalla legge finanziaria 2007 purchè con piena liberatoria di competenze, oneri e responsabilità per la Difesa.

c. Immobili permutabili
In allegato C sono indicati gli immobili in uso all? Amministrazione militare per i quali, confermato il loro utilizzo per il soddisfacimento delle esigenze militari, possono essere avviati negozi di permuta in relazione alla richiesta della Regione di disporre di tali strutture. Per gli immobili di che trattasi dovranno essere sottoscritti appositi Accordi di Programma, eventualmente accorpando, ove possibile, gli immomobili per settore funzionale (alloggi, magazzini, aree logistiche, uffici, ecc.). Detti Accordi dovranno specificare, in relazione alle esigenze militari da riallocare, le caratteristiche minime delle strutture che la Regione deve cedere alla Difesa, la tempistica associata alle varie fasi della riallocazione (individuazione della nuova sede idonea alle esigenze militari, realizzazione delle strutture necessarie allo svolgimento delle attività previste, trasferimento mezzi e materiali, ecc.) e che tutta l?operazione deve avvenire senza alcun onere a carico della Difesa, secondo i principi enunciati dal Ministero della Difesa nel corso della sua audizione al Parlamento del 25 ottobre 2006. Gli immobili militari saranno restituiti all?Amministrazione finanziaria ovvero ceduti alla Regione solamente dopo il completo trasferimento dell? operatività militare nella nuova sede, secondo il cronoprogramma concordato nell?A.d.P.
Entrambe le amministrazioni dovranno nominare il responsabile dei singoli procedimenti per la parte di propria competenza.
Per gli immobili abbisognevoli di bonifica valgono le considerazioni del punto precedente.

d. Immobili ?contestati?
In allegato D sono indicati gli immobili militari il cui utilizzo è oggetto di contestazione da parte della Regione.
Per questa tipologia di strutture, qualora non si riuscisse ad individuare un percorso soddisfacente e condivisibile, si farà ricorso, per il tramite della Presidenza del Consiglio dei Ministri, all?Intesa Stato ? Regione, a similitudine di quanto già attuato per il poligono militare di Capo Teulada.

e. Immobili in uso e non richiesti dalla Regione
In allegato E sono riepilogati gli immobili che la Difesa continuerà a utilizzare per fini istituzionali; per molti di questi non vi sono particolari esigenze da parte della Amministrazione locale; quelli ?contestati? sono ugualmente riportati nell?elenco in quanto, fino a nuova decisione, continueranno ad essere utilizzati in assenza di concrete ipotesi di permuta.

f. Immobili in corso di approfondimento
In allegato F sono elencati gli immobili il cui status è tuttora in corso di verifica.

Riferimenti: Il testo completo dell’ Intesa Ministero Difesa-Regione

~ di Blog Admin on 17 Marzo 2007. Tagged: , , , , , , ,

4 Risposte to “Servitù Militari: Intesa Ministero della Difesa e Regione Sardegna”

  1. Leggendo l’intesa tra il Ministero Difesa e la regione Sardegna all’allegato C si scopre che a Cagliari sono dismissili solamente 12 beni tra cui tre depositi carburanti di cui uno dell’Aeronautica e due della Marina mà sopratutto che le spese di bomifica è a totale carico della Regione Sardegna. La cosa strana e che non è dismissiblile nessuna caserma dell’esercito, e nessuno degli stabilimenti militari, la Marina ne possiede addirittura due, inoltre dell’Aeronautica non si dismette l’abitazione del Comandante pur essendo disabitata da tempo, forse perchè si trova in un luogo di pregio? certo avere sia il Ministro della Difesa che il sottosegretario alla Difesa Sardi per i Sardi non si è tradotto in un vantaggio, anzi!!!!.Paolo

  2. Intesa Difesa-Regione. La Maddalena libera, ma non del tutto…

    Da La Nuova Sardegna 29 marzo 2007
    Svolta nella complicata partita a scacchi lanciata dalle promesse elettorali e iniziata dopo la vittoria dell?Unione
    La Maddalena torna ai sardi
    Accordo storico tra Soru e il sottosegretario alla Difesa Casula.Tra le aree occupate nell?arcipelago
    restano in mani militari solo un molo dell?Arsenale e il deposito di munizionidi Guardia del Moro
    a Santo Stefano

    dall?inviato Piero Mannironi

    ROMA. Sulla carta doveva essere una cambiale da pagare a breve termine. E invece quel pagherò, che il centrosinistra aveva firmato in campagna elettorale, si è improvvisamente trasformato in una complicata partita a scacchi giocata dal presidente della Regione Renato Soru e dalla tecnocrazia militare sulla scacchiera della Maddalena. Partita spigolosa, per dire la verità, nella quale il governo si è trovato a un certo punto nello scomodo ruolo di arbitro. Mentre la Us Navy prepara le valigie e ha annunciato che lascerà definitivamente l?arcipelago nel febbraio del 2008, la Marina italiana ha infatti cominciato inaspettatamente a difendere le proprie posizioni alla Maddalena. Una tattica difensiva logorante, che ha portato perfino a far saltare il tavolo tecnico tra rappresentanti della Regione e quelli delle forze armate. Tutto è così diventato maledettamente più difficile. Ed è sembrato allontanarsi il sogno di una trasformazione economica e culturale dell?arcipelago, alla ricerca di uno sviluppo possibile basato sul binomio turismo e ambiente. Mentre Soru forzava il gioco, chiedendo immediatamente un tavolo politico per la Maddalena, è cominciata la mediazione del sottosegretario alla Difesa Emidio Casula che ha cercato di riannodare i fili di un dialogo spezzatosi bruscamente.
    Fondamentale, in questa fase delicatissima, è stato anche il pressing di quelle forze politiche (soprattutto i ds) della Maddalena e della Provincia Gallura, che hanno sempre creduto in un futuro senza stellette e senza servitù. Sicuramente ha infatti avuto un peso politico molto forte l?incontro nei giorni scorsi a Cagliari tra alcuni leader diessini e il segretario del partito Piero Fassino. Sta di fatto che il tavolo si è riaperto ieri al palazzo dell?Aeronautica in via del Pretoriano, a Roma. Il presidente Soru, insieme al segretario generale della giunta Fulvio Dettori, è arrivato puntualissimo alle 16. Ad attenderli, Emidio Casula e alcuni alti rappresentanti delle forze armate. L?incontro è stato lunghissimo: oltre cinque ore. Soru ha giocato subito d?attacco e ha incassato un risultato che, alla vigilia, era considerato addirittura impossibile: infatti la Marina ha fatto un passo indietro e quasi tutte le rivendicazioni della Regione sono state accolte. Il risultato di questo vertice, decisivo per il futuro della Maddalena, doveva essere diffuso solo oggi. Unica concessione per la stampa, un comunicato asciutto che, fondamentalmente, dava solo notizia di un accordo raggiunto. Ecco il testo: «Oggi 28 marzo, presso il Palazzo dell?Aeronautica, è stato firmato tra il sottosegretario di Stato alla Difesa on. Emidio Casula e il presidente della Regione autonoma della Sardegna, on. Renato Soru, un accordo su due elenchi di beni dismissibili: uno relativo all?arcipelago della Maddalena e un altro relativo ai beni di altre zone della Sardegna. Domani sarà reso noto l?elenco dettagliato dei beni». Punto e basta. Ma ieri sera i sorrisi e le strette di mano, nei severi corridoi del palazzo dell?Aeronautica, facevano capire benissimo che Soru aveva vinto la partita. D?altra parte conoscendo la sua determinazione sul «caso La Maddalena», sul quale aveva giocato gran parte del proprio prestigio e della propria credibilità politica, era davvero impossibile pensare che il presidente avesse firmato una resa. E mentre saliva in auto, lui notoriamente avaro di parole, è stato infatti molto esplicito: «Sono molto soddisfatto: abbiamo raggiunto un risultato davvero notevole, un passo in avanti molto importante. Ora si potrà pensare seriamente a costruire un futuro di benessere per l?arcipelago». E poi: «Abbiamo spiegato con molta determinazione le nostre ragioni e le aspettative di una comunità che ha dato molto allo Stato e che ora merita un riconoscimento». E infine l?ultimo sorriso, prima di sparire sull?auto che lo portava verso l?aeroporto. Nei corridoi del ministero, però si sussurra, e molte cose vengono così a galla. Prima di tutto l?Arsenale, la struttura che viene vista come il cuore del nuovo modello di sviluppo e dove si progetta di costruire uno dei più importanti poli cantieristici del Mediterraneo. La Marina cederà tutto l?Arsenale e si terrà solo un piccolo molo, che verrà ristrutturato. I militari si sono così arresi su Cala Camiciotto e il Molo Carbone. Come si sono arresi pure su Punta Rossa, straordinaria fortificazione su un lucente mare turchese, dove si addestrano, per poche settimane l?anno, gli incursori del Comsubin.
    Il risultato è che praticamente tutta Caprera sarà liberata dai gravami militari. Ma Soru ha anche avuto il via libera sull?ospedale militare. Il presidio medico della Marina sarà infatti trasferito in un?altra struttura. E infine la Marina si è arresa anche sul compendio Faravelli e sulla CasermaSauro.Un pochino più complicata,invece, la situazione per Santo Stefano, che per 32 anni ha ospitato la base d?appoggio per i sommergibili a propulsione nucleare della Us Navy. La Marina infatti cederà tutti gli spazi finora occupati dagli americani e il deposito carburanti. Resta invece ancora aperta la partita sul deposito di munizioni di Guardia del Moro. Soru ha comunque già presentato ricorso al consiglio dei ministri sul rinnovo quinquennale della servitù, firmato nel febbraio scorso dal ministro della Difesa Arturo Parisi. Ma in questa vicenda si è inserita una complicazione che non era assolutamente prevedibile. E cioé che, per un errore tecnico nei tempi di scadenza dei vincoli, la servitù è già decaduta
    e non potrebbe perciò essere giuridicamente rinnovabile. Tanto che i proprietari dell?area e il sindaco della Maddalena Angelo Comiti nei giorni scorsi hanno annunciato un ricorso al Tar.

  3. Capo Teulada e Capo Frasca:quanto costerebbe spostarli?
    Da Sardegna Oggi giovedì, 29 marzo 2007

    Capo Teulada e Capo Frasca: relazione costi per spostare poligoni

    I poligoni militari di Capo Teulada e di Capo Frasca potrebbero essere dismessi se l’Italia troverà una diversa collocazione anche all’estero delle attività militari svolte nelle due aree della Sardegna. E’ quanto è emerso durante l’illustrazione, da parte del presidente della Regione Renato Soru, del protocollo d’intesa siglato ieri con il sottosegretario della Difesa, Emidio Casula, sulla dismissione immediata di ulteriori 49 beni demaniali tra cui quelli di La Maddalena.

    CAGLIARI – Nelle prossime settimane, come ha sottolineato lo stesso Soru, si giocherà ?l’importante partita che riguarda i poligoni?. Una relazione sull’effettiva possibilità di dismettere completamente i due poligoni e sui costi che la Difesa dovrebbe sostenere per trasferire le attività all’interno del Bacino del Mediterraneo o nell’Est Europeo è già sul tavolo del Ministero, ma è tenuta ancora segreta. ?Credo che sia arrivato il momento che l’intera comunità nazionale sia chiamata a sopportare il costo di questa attività che – ha osservato il presidente Soru – non può più gravare solo sulla nostra regione, frenando lo sviluppo, ma quelle aree possono essere liberate per creare occupazione?.

    La dismissione dei beni militari a La Maddalena da parte del Ministero della Difesa non solo è
    la conseguenza di un impegno politico preso dal Governo di centrosinistra, ma anche ?un cambiamento epocale per una comunità che da oltre un secolo vincola il proprio sviluppo ad una economia strettamente legata all’attività militare, che sono state un freno anche per zone limitrofe e per il resto della Gallura?. Il presidente della Regione Renato Soru commenta in questo modo l’intesa raggiunta ieri sera con il sottosegretario della Difesa, Emidio Casula, sulla dismissione di 43 beni senza condizioni e di ulteriori 6 con alcuni impegni per la Regione. ?Da oggi siamo autorizzati ad avviare i progetti su tutti i beni dismessi?, ha chiarito insieme all’assessore regionale del Lavoro, Maddalena Salerno, ed il sindaco di La Maddalena, Angelo Comiti. Quest’ultimo ha rilevato la mutata importanza dell’Isola, ?da punto strategico per i militari a zona di interesse esclusivamente turistico?, ricordando che si tratta di una ?battaglia non solo politica, perchè per noi il problema non è la grandezza delle servitù militari, quanto di
    demanio?.

    La riconversione delle strutture e la riqualificazione delle attività inizierà entro la fine del 2007 con i primi bandi, come quello sull’Arsenale, che potrebbero essere pubblicati prima dell’estate. Secondo il presidente Soru il riutilizzo ad uso turistico delle aree ?sarà capace di generare un multiplo dei posti di lavoro che fino ad ora erano occupati da lavoratori civili per la Marina Militare (160) e per la Base Usa (174)?. In questo senso si sta anche lavorando con il Ministero del lavoro per chiedere lo stato di crisi in quell’area estendendo i benefici della legge 98 (assorbimento dei dipendenti delle basi militari nella pubblica amministrazione) anche per i maddalenini. La dismissione, inoltre, potrebbe offrire, secondo Soru e Comiti, nuova occupazione per i 1.800 disoccupati presenti sull’Isola che conta una popolazione di 12 mila abitanti.

    Ultimo aggiornamento: 29-03-2007 20:12:27

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